mercoledì, 30 luglio 2008

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domenica, 29 giugno 2008


(click to visit)

Il nuovo portale dedicato e mirato a tutti quegli artisti distratti che non trovano spazio nelle maglie dell'arte istituzionalizzata e priva dell'arte vera, sanguigna. Uno spazio per cervelli pensanti e idee in movimento. Fumettisti,Cantautori,Band emergenti,Scultori, Pittori e tutti coloro che sentono il bisogno e l'urgenza di esprimere se stessi e la realtà in (d)evoluzione che li circonda.

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venerdì, 06 giugno 2008

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giovedì, 15 maggio 2008

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sabato, 10 maggio 2008

SOSPESA LA CAMPAGNA CONTRO STEFANEL:
Il Gruppo Stefanel dice basta alle pellicce

La dirigenza del Gruppo Stefanel ha deciso di adottare una politica fur-free per tutti marchi del gruppo in seguito ad un incontro avuto martedì 29 aprile con rappresentanti di Campagna AIP. Tale politica implica la fine dell’uso di inserti di vero pelo, anche quelli considerati sottoprodotto della carne, per tutti i marchi del Gruppo: Stefanel, Hallhuber e Interfashion. Tale politica si attuerà tra due stagioni invernali, visti i tempi della moda per cui le stagioni si preparano con largo anticipo e già adesso stanno disegnando e prendendo accordi con i fornitori per la stagione Autunno/Inverno 2009/10. Per cui  dall’ Autunno/Inverno 2011 in poi mai più inserti di vero pelo dentro i 650 negozi Stefanel in tutto il mondo!
Rendiamo visibile la dichiarazione con la quale la dirigenza di Stefanel ha reso noti gli accordi presi durante il nostro incontro. A fronte di quanto scritto nella loro dichiarazione rendiamo atto al gruppo Stefanel che da parte loro era stato già preso in seria considerazione il problema pellicce e c’era l’impegno per una riduzione degli accessori di vero pelo. Ma la loro volontà, ribadita a voce durante l’incontro e scritta in una prima lettera inviata in data 24 aprile (potete leggerla cliccando qui) , era di “arrivare a livelli vicini allo zero nel giro di qualche stagione”.
Le minime percentuali di produzione per un gruppo importante come Stefanel sono da considerarsi comunque grossi numeri, visto che di molti accessori arrivano a fabbricarne molte migliaia per venderli in tutti i loro negozi sparsi per il globo, e soprattutto i tempi con i quali si sarebbe arrivati a queste minime percentuali “vicine allo zero” non sarebbero stati così rapidi se non messi di fronte ad una campagna internazionale di sensibilizzazione e di protesta.
Dopo tutti i grandi magazzini finalmente anche i marchi di moda italiani cominciano a spostarsi verso una produzione priva di inserti di pelliccia. Annoverare tra le aziende “fur-free” un nome importante come Stefanel ha però sicuramente un peso che va al di là del grandissimo numero di animali le cui pelli non saranno utilizzate per le prossime collezioni del marchio, ma che può fungere da esempio per un numero speriamo crescente di aziende.
Ancora una volta ringraziamo per questo ennesimo risultato chi vi ha contribuito, partecipando alla diffusione e all’organizzazione della campagna appena lanciata, partecipando alle proteste via e-mail oppure rispondendo all’appello per la giornata del 3 maggio.

Per la Liberazione Animale,
Campagna AIP

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mercoledì, 07 maggio 2008

Verona, aggressione a Nicola


Forza Nuova:
Il giovane fermato si muove in ambienti vicini a Forza Nuova, ma l’associazione di estrema destra nega qualsiasi coinvolgimento nella vicenda e minaccia di querelare chiunque la associ all’episodio: Nessuno si permetta di associare Forza Nuova a tale vicenda” ha detto il coordinatore nazionale Paolo Caratossidis. “I nostri militanti non compirebbero mai un atto di così grave stupidità e cattiveria; se poi il ragazzo frequenta ambienti ultras o piazze dove si ritrovano neofascisti, questo è un altro discorso, non collegabile a Forza Nuova”. Come movimento politico, aggiunge Caratossidis, “prendiamo completamente le distanze da tale indegno e vergognoso atto. Forza Nuova è contraria a ogni forza di violenza, tanto più se insensata, illogica e incivile come quella compiuta da quella banda di pazzi irresponsabili.

peccato che a smentire Caratossidis ci sia la figura di Roberto Bussinello che ha immediatamente assunto la difesa dell’aggressore: “Si è presentato col suo legale, Roberto Bussinello, candidato sindaco per Forza Nuova alle scorse elezioni. ” nonche’ rappresentante legale nazionale di FN.

Il Sindaco Tosi (*):
che in un primo momento ha richiesto “pene esemplari”, per poi invece minimizzare quando e’ risultata inconfutabile l’apparteneza politica degli aggressori.

Sindaco, quei criminali sono la tua gente, quelli con i quali hai manifestato nella piazza di verona il 15 dicembre, quelli che hai nella tua giunta, come gli elementi del gruppo neonazi Gesta Bellica.
sindaco, tu e la tua gente siete il cancro in questa citta’

(*) il sindaco Tosi fu a suo tempo condannato in 2° grado, assieme ad altri suoi amici, ad alcuni mesi di reclusione e al pagamento di 50.000 € nei confronti di alcuni Rom di un campo del veronese per aver violato la legge Mancino contro il razzismo e per aver espresso «un’innegabile idea di superiorità e sentimenti di odio», come da motivazione del tribunale.


comunicato antifascisti veronesi

Nella notte tra il 30 aprile e 1 maggio a Verona, in pieno centro, un gruppo di fascisti di Forza Nuova ha pestato brutalmente un ragazzo di 29 anni di nome Nicola riducendolo in fin di vita e in coma irreversibile. L’unica “colpa” del ragazzo è stata quella di rifiutare una sigaretta e non accettare l’atto arrogante e intimidatorio dei 5 neofascisti, un pretesto già usato in altre aggressioni per dare il via al pestaggio. Queste squadracce di nazi fascisti è oltre 3 anni che scorrazzano impunemente per il centro di Verona aggredendo, picchiando, derubando e accoltellando chiunque sia “diverso” : l’immigrato, il comunista, l’anarchico, quello con i capelli lunghi o con l’orecchino…. l’importante è fare “pulizia” nella “loro” città. La loro ferocia è rivolta a chiunque non entri nei loro canoni estetici o non sia immediatamente pronto ad abbassare lo sguardo e cambiare velocemente marciapiede al loro passaggio. Ricordiamo che da anni sono avvenuti pestaggi a danno di compagni/e, accoltellamenti a militanti antifascisti e una miriade di aggressioni e furti a ragazzi e ragazze solo perché avevano un Kebab in mano o perché semplicemente non gli piacevano ed erano nel “loro” territorio. La polizia, e in primis i carabinieri di Verona con la complicità della stampa e della televisione asservita e obbediente, per tre giorni hanno tentato in tutti i modi di coprire la matrice politica di estrema destra e hanno materialmente dato la possibilità ai fascisti assassini di poter scappare all’estero e nascondersi.
Questa continua copertura a Forza Nuova, a Fiamma Tricolore, Veneto Front, altri infami nazi fascisti e beceri razzisti, a Verona, è possibile grazie ad una serie di coperture date dal fatto che una buona parte di questi lerci individui appartengono a quella che viene definita verona bene, l’elite della verona che sfrutta e produce. Con l’avvento del sindaco Tosi i paladini della verona pura hanno trovato piena legittimità vedendo lo stesso aprire i loro cortei segnati da slogan neonazisti e a selve di braccia tese. Gli slogan lanciati dallo stesso sindaco Tosi e la sua cricca fascista che lo appoggia e lo sostiene anche in consiglio comunale con Andrea Miglioranzi e vari fascisti ripuliti di Alleanza Nazionale, non sono altro che l’appoggio a queste infami squadracce, che hanno il compito di ripulire dove polizia e i vari sgherri al soldo dello stato e del comune non possono arrivare. Questo delirio sicuritario delle ronde e delle squadracce è figlio della mentalità Leghista e dell’estrema destra che ha sempre sostenuto attivamente il sindaco Tosi. Queste aggressioni e l’assassinio di Nicola rispondono alla mentalità leghista e fascista che ormai da anni ha sviluppato la maggior parte dei “bravi” e “onesti” cittadini veronesi, che con sbirri, prefetti, e istituzioni locali, hanno dato carta bianca a questi gruppi di nazisti balordi, in nome della sicurezza e della “pulizia cittadina” e dell’eliminazione di ciò che non è uniforme.
Le istituzioni e le sinistre revisioniste riformiste hanno creato questi mostri che si sentono investiti del potere di stabilire le regole nelle città, dove la parola sicurezza significa persecuzione del diverso, mentre nello stesso territorio quella che manca è la sicurezza sul posto di lavoro, che porta a continue tragiche morti, per il profitto della classe padronale dalla quale provengono gli stessi assassini fascisti di Nicola.

Morire ancora per mano fascista ad oltre sessant’anni dalla liberazione non deve essere tollerato! Ci appelliamo a tutte le realtà antifasciste ad autorganizzarsi per stroncare queste formazioni fasciste che tutt’oggi aggrediscono ed uccidono.

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venerdì, 02 maggio 2008

SIAE? NO GRAZIE

Roma - Un'interessante sentenza è stata emessa in questi giorni dalla Corte di Giustizia delle Comunità Europee, e va a toccare un tasto sempre molto caldo in Italia: il diritto d'autore. In sintesi, la pronuncia emanata dispone che l'obbligo di apporre sui CD contenenti opere protette dal diritto d'autore il contrassegno SIAE ai fini della commercializzazione, non può essere fatto valere nei confronti di un privato allo stato attuale in Italia, sussistendo una carenza a carico dello Stato Italiano che non ha ancora provveduto ad ottemperare degli obblighi "procedurali" sulla materia, nei confronti della Commissione Europea competente.

Nel 2000 la Procura della Repubblica di Forlì avvia una indagine preliminare nei confronti del rappresentante legale di una società, "accusato" di detenere - al fine di commercializzazione - una determinata quantità di cd importati dalla Germania e contenenti riproduzione di opere pittoriche. Motivo dell'indagine: i cd erano sprovvisti di bollino SIAE.
Avviato il procedimento, l'avvocato difensore dell'indagato solleva una questione di non poco conto, ovvero "insinua" la mancanza di "regolarità" da parte della normativa nazionale.

Difatti nel caso di specie - ovvero in materia di disciplina dei contrassegni - l'Italia avrebbe dovuto provvedere a notificare alla competente Commissione delle Comunità Europee, il fatto di aver adottato una disciplina in materia di contrassegni, in contrasto con la direttiva del Consiglio 83/189/CEE del 28 marzo 1983. Questa mancata notifica della normativa tecnica specifica, poneva dei seri dubbi sulla "pretesa punitiva" dello Stato Italiano rispetto all'indagato.
Sulla questione è così intervenuta la Corte di Giustizia Europea che si è trovata a dover accertare se le nostre norme italiane in tema di contrassegno SIAE siano compatibili o meno con le direttive vigenti, e se in caso negativo, il contrassegno SIAE possa considerarsi una "specificazione tecnica" tale da dover essere preventivamente notificata alla Commissione, per potersi ritenere valida.
Come dicevamo la risposta della Corte è stata positiva, spazzando via la possibilità di applicazione degli obblighi in materia di contrassegno che uno Stato possa imporre ai privati.

fonte: punto-informatico.it

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lunedì, 21 aprile 2008

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domenica, 06 aprile 2008

I TRE DEL WEST MEMPHIS

Il CASO

Quello dei 'West Memphis Three' ('I Tre di West Memphis') è un ormai celebre caso di cronaca giudiziaria negli Stati Uniti, ma anche nel resto del mondo. Nel 1993 a West  Memphis, Arkansas, tre bambini vengono brutalmente uccisi. L'opinione pubblica, inorridita, pretende che si scoprano subito gli autori dell'orrendo delitto. La polizia, dopo brevi e superficiali indagini (come succede sovente negli Usa), arresta tre giovani adolescenti, Damien Echols, Jessie Misskelley (un minorato mentale) e Jason Baldwin, la cui unica 'colpa' è di indossare magliette heavy metal e avere un look 'strano' e li accusa di omicidio di stampo satanico. A seguito di un processo altrettanto frettoloso e superficiale, i tre, rinominati “West Memphis Three”, vengono condannati a pene esemplari (l'ergastolo per Misskelley e Baldwin, la pena di morte per Echols) e sbattuti in carcere, dove sono tutt'ora detenuti. A nulla sono valsi gli sforzi di un vero e proprio comitato costituitosi in difesa dei tre ragazzi, che chiede da tempo la revisione dell'indagine e del processo. 
Luglio 2007 - Dopo 14 anni, viene a galla il colpo di scena che, si spera, potrebbe portare alla riapertura del caso: le prove del DNA prodotte dalla difesa hanno rivelato che nessuno tra Echols, Baldwin o Misskelley era presente sul luogo del delitto. La lotta per la verità continua.


sul caso
sono stati prodotti due documentari, fortunatamente reperibili anche in italiano:


Paradise Lost: The Child Murders at Robin Hood Hills e Paradise Lost 2: Revelations sono due documentari, pluri-premiati, che raccontano la terrificante storia dei "West Memphis Three": tre adolescenti dell'Arkansas (USA) con un debole per i vestiti neri e la musica heavy metal che furono accusati di essere satanisti e giudicati colpevoli dell'omicidio di tre ragazzini di 8 anni. Costellato di testimonianze emozionanti, accuse di confessioni ottenute con la forza e viziato dalla mancanza di prove evidenti, il processo ha portato molti a credere che i ragazzi siano stati ingiustamente condannati in un'atmosfera di 'Panico Satanico'. I registi hanno speso oltre 7 anni come testimoni di questi fatti incredibili che avvenivano davanti alle loro telecamere. E' stato loro concesso di lavorare senza limitazioni e con l'eccezionale possibilità di interagire con tutte le parti in causa senza limiti. Mentre un movimento spontaneo e internazionale di nome "Free The West Memphis Three" cresce ogni giorno, i tre ragazzi continuano a scontare le loro pene (con il presunto leader Damien Echols nel Braccio Della Morte). Ma due domande rimangono senza risposta: i West Memphis Three sono veramente colpevoli di aver sacrificato al demonio tre bambini di 8 anni o sono vittime di una moderna caccia alle streghe? Giustizia è stata fatta, o i veri assassini sono ancora in libertà? Con l'uscita di questi straordinari film è arrivato finalmente il momento di decidere da che parte stare.

Nel sottobosco musicale invece, molti sono gli artisti che stanno sostenendo la causa, uno tra questi è Henry Rollins che per l'occasione ha prodotto la compliation Rise Above: 24 Black Flag Songs to Benefit the West Memphis Three, che raccoglie 24 pezzi composti dai Black Flag negli anni 80 e riproposti da personaggi del calibro di Iggy Pop, Lemmy, lo stesso Rollins presente in più di un brano e tanti altri protagonisti del mondo musicale.


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venerdì, 29 febbraio 2008

Il rap ha venduto se stesso, come carne al macello. L'hip hop vive di contrasti fra la voglia di emergere dalla strada e l'orrore di tradirla. Il TruceKlan ha sacrificato le proprie rime al fuoco della fama e alle leggi del mercato? Questa è la risposta del regista Cosimo Alemà: si intitola "Pane e Merda", è un cortometraggio pieno di immagini forti ed estreme, come forte ed estremo sa essere solo il rap. I Truceboys compiono il loro stesso sacrificio con un mantra ossessivo che rimbalza nella loro testa: "siamo il tuo incubo peggiore, quando ti svegli nel sonno e non riesci più a dormire". L'unica cosa certa è che con la fama, i demoni non se ne vanno: piuttosto, l'incubo si visualizza...

...GEL, METAL CARTER, COLE E NOYZ NARCOS...


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